Intervista di Lauren Trainor e Valmai Owens a Frank Cascio", pubblicata il 17/12/2011

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Intervista di Lauren Trainor e Valmai Owens a Frank Cascio", pubblicata il 17/12/2011

Messaggio Da marina56 il Lun Dic 19, 2011 3:28 pm

Non capita spesso di avere la possibilità di sedersi e avere un colloquio personale con qualcuno che era vicino a Michael, specialmente uno che è stato più vicino a lui di chiunque altro per oltre 25 anni della sua vita. Frank Cascio, gentilmente e volentieri, ha concesso tre ore del suo tempo per incontrarsi con me e con Lauren, in un freddo lunedì pomeriggio a Los Angeles. Il divertente, gentile, intelligente, umile e sincero Frank ci ha dato una visione unica della sua vita con Michael, e dell'uomo stesso, ma abbiamo anche visto e sentito con i nostri occhi e le nostre orecchie la verità, l'onestà e l'amore dietro le sue parole. Tre ore che non dimenticherò mai.



Valmai: Frank, voglio parlare del tuo libro. Vorrei sapere in particolare se hai avuto problemi a trovare un editore interessato, perché in fondo è un libro positivo sulla vita di Michael, ma molti editori non vogliono questo, vogliono l'input negativo. Menzionare il problema dei medicinali pensi abbia alterato la loro decisione?

Frank: In realtà, no. Innanzitutto quando Michael è morto davvero non pensavo di scrivere un qualsiasi libro, quella era l'ultima cosa nella mia mente. Questo ha davvero cambiato la mia vita, mi ha davvero aperto gli occhi. Ho avuto una esperienza unica, e poteva essere una nuova prospettiva. Ha cambiato le mie priorità e quello che volevo, perché ho ​​capito che la vita è troppo breve e non si deve dare ogni giorno per scontato, non si sa mai.
Quando Michael è morto è stato come perdere un padre, così, ad oggi, manca una parte di me. Ci sono così tante volte che vorrei solo che potessimo parlare, sembrava sempre migliorare le cose. Se avevo un giorno negativo, lui diceva le cose giuste per motivarti a conquistare il mondo e questo mi manca. E ci sono tante cose su di lui. Frequentarsi, parlare, avere una conversazione, eventi familiari. Lui e io eravamo soliti andare a fare shopping per comprare regali e lui diceva: "No, no, no, dovremmo prendere questa giacca per tuo fratello...", oppure: "Questa maglia è per mio cugino..."
Lui era il più grande insegnante del mondo e un grande padre, e non solo per i suoi figli, ma per altre persone in modo indiretto. Era come una grande famiglia. I suoi fan significavano molto per lui. Spero che si rendano conto di quanto realmente significassero per lui, perché lo facevano andare avanti. I fan gli davano la motivazione e non voleva mai deluderli.

Valmai: Questo gli metteva pressione però? Sentiva che doveva essere all'altezza di ogni aspettativa?

Frank: No, l'unica pressione che aveva era quella che metteva su se stesso. Ha sempre voluto superare se stesso. Mi ricordo che mi raccontava delle storie. Quando "Off the Wall" è stato davvero un grande, enorme successo, non era soddisfatto. Diceva: "Io farò l'album più venduto di tutti i tempi." E lo ha fatto... era così forte mentalmente. Era veramente connesso con Dio e con l'universo.

Lauren: Era sempre così?

Frank: Era un essere umano, ma non fraintendetemi, era assolutamente toccato da Dio. Aveva qualcosa in più rispetto alla media. Sì, era un essere umano e aveva i suoi difetti, ma lui era diverso, era quasi come un angelo che viveva sulla terra. Camminava in una stanza e affascinava tutti. Uscivamo travestiti, a fare shopping o per cenare, e lui era tutto coperto, nessuno poteva vedere la sua faccia, ma aveva quest'aura su di lui e la gente sapeva che era lui. Solo la sua aura e la sua presenza erano così forti e ammalianti.

Lauren: Ti sei mai fermato a pensare: "Oh mio Dio, è Michael Jackson con cui mi sono seduto?"

Frank: E' buffo, perché l'ho conosciuto come Michael, il mio amico. Sono cresciuto con lui e lui è stato un amico di famiglia per anni. Mi ricordo di essere andato a un concerto e di essermi rivolto a mio padre dicendo: "Quello è lo stesso Michael Jackson che viene a casa nostra?" Non avevo fatto due più due, davvero
.
Lauren: E non ti è successo neanche diventando adulto?

Frank: Sì e no. Scherzavo "Queste persone non sono qui per vedere te, sono qui per vedere me". Ma, devo dire, quando lui andava sul palco e si esibiva, potevo stare lì e guardare quello show ogni giorno.

Lauren: E hai visto tutti i suoi concerti?

Frank: Ho visto tutti gli spettacoli. Nei Dangerous e HIStory Tour, ogni notte mi sedevo sul lato del palco e guardavo lo spettacolo. A volte eravamo sotto il palco e lui entrava nel "tostapane" e diceva: "Va bene, Frank, salterò fuori da questo 'tostapane' ora." Diceva, "Va bene, goditi lo spettacolo. Ci vediamo dopo il secondo show", o faceva un commento,"Vai a dire a Turkle (nomignolo di Karen Faye, la truccatrice di MJ, ndt) di mettersi una mentina in bocca, non voglio tornare lì e che lei mi uccida con il suo fiato", in modo scherzoso. Amava Karen Faye. Poi saltava fuori dal tostapane e tutto ad un tratto si trasformava in quest'altro essere. E (lo show) non diventava mai vecchio, soprattutto quando faceva "Billie Jean"... era semplicemente incredibile!
Al momento quella era la mia normalità e la mia realtà. Non fraintendetemi, io non lo davo per scontato, ma ripensandoci adesso, sono stato veramente, veramente fortunato. Vorrei poter dire che potrò trasmetterlo ai miei figli quando li avrò, ma non credo che sarà mai possibile. Posso trasmettere ai miei figli le mie esperienze e ciò che ho imparato in un modo diverso, prendere un sacco di quello che Michael mi ha insegnato e i miei figli saranno in grado di avere un'esperienza di lui in quel modo.
Non accadrà mai più con nessuno.

Lauren: Com'era quando eri molto piccolo e lui veniva a trovarvi nel bel mezzo della notte? Posso immaginarlo... "Oh, sì, Michael è qui", e saltavate dal letto. Non avevate idea che stava arrivando? Si presentava e basta?

Frank: Erano cose speciali, voglio dire, lui era l'uomo più famoso del mondo. Aveva fatto "Off the Wall" e "Thriller" e considerava importante venire a 35-40 minuti dalla città solo per salutare e trascorrere qualche ora del proprio tempo con noi e poi tornare indietro. Non lo faceva per forza. Siamo stati molto fortunati.
Sai, penso che Dio abbia un fine ultimo. A volte, non ci rendiamo conto o capiamo perché le persone entrano ed escono della nostra vita. Nulla è per sempre e si è fortunati se si ha un amicizia che dura anche un anno. Non era un caso che il nostro rapporto sia durato oltre 25 anni.

Valmai: Tu e Michael avete legato molto velocemente e creato un collegamento bambino/adulto. Perché pensi sia successo? Perché pensi che il legame fosse così forte?

Frank: Credo che sia stato per diverse cose. Penso che prima di tutto lui amava i miei genitori. Aveva un grande rispetto per mio padre e mia madre. Lui era realmente connesso con mio padre, lui ha visto che tipo di persona fosse. Mio padre si è preso cura di lui e lo ha trattato con rispetto, lui non lo guardava come una pop star. Sono diventati amici e poi Michael ha voluto incontrare il resto della famiglia.
Lui si innamorò di mia madre. Mia madre gli ricordava sua madre, Katherine. Diceva: "Tu non hai idea, tua madre è proprio come mia madre, dolce, umile, amorevole, premurosa, generosa con tutti". Chiunque venga a casa, chiunque sia, mia madre è la prima ad assicurarsi che si senta come a casa, che tutti siano nutriti e curati. La mia casa è come il fulcro ... non importa chi sia. E' come un albergo, la gente entra per una tazza di caffè, la porta è sempre aperta.
Michael e io avevamo una connessione, nella quale eravamo in qualche modo collegati, e non riesco nemmeno a spiegarlo. A volte chiamava di punto in bianco, in modo casuale, e diceva: "Frank, stai bene?" dicevo " Sì, perché? " E lui diceva: "Sentivo che eri un pò giù." Lui era dall'altra parte del mondo e io pensavo, beh mi sento un po' giù oggi. E lui diceva: "Sì, l'ho sentito. Non preoccuparti, andrà tutto bene". Comunicavamo anche senza dire una parola, bastava guardarci in faccia e sapevo esattamente cosa stava pensando e lui sapeva quello che stavo pensando io. Non avevamo nemmeno bisogno di parlare. Questo era molto utile nei meeting... ci guardavamo in faccia e poi, "Va bene, penso che sia ora di andare." Eravamo in qualche modo collegati telepaticamente.
Andavamo a fare shopping e parlavamo una lingua a caso. Noi capivamo quello che stavamo dicendo, ma non era un linguaggio, davvero. Era come Borat, prima che uscisse Borat! Urlare nel bel mezzo del Virgin Records o in un ristorante, "Il principe vuole mangiare ali di pollo". E parlavamo una lingua a caso, e lui si arrabbiava, buttava le mani in aria e, a volte colpiva il tavolo... era divertente, come sollievo comico e via di fuga.
E' molto difficile dare qualcosa a Michael Jackson, ma una cosa che possiamo dargli è amore incondizionato, sincerità, lealtà e un posto sicuro dove si sentiva a suo agio ad essere se stesso. Tutta la mia famiglia ha fatto in modo che non si sentisse giudicato, ma che avesse la possibilità di andare in giro per casa in pigiama, calzini, mocassini e t-shirt. A volte indossava due calzini di colore diverso... sentiva che poteva essere se stesso. Si sentiva sicuro e noi gli volevamo davvero bene perché era lui, non perché era la superstar. Era un amore sincero che avevamo come una famiglia, lo faceva sentire al sicuro, lo faceva sentire come se avesse una famiglia surrogata. Sia a casa che al ranch, gli dava una famiglia, l'amore e la sincerità, non solo persone che lo guardavano o che volevano qualcosa da lui o... non era giudicato. Ecco perché il rapporto è durato per 25 anni. Si vedono un sacco di persone, che entrano e escono dalla sua vita, amici che poi sparivano, e un altro amico e la sua famiglia prendevano il loro posto e poi scomparivano. Siamo stati gli unici che sono stati costanti.

Lauren: Hai detto che non pensavi di scrivere il tuo libro quando è morto. Cosa ti ha spinto a pensare che potevi farlo?

Frank: Beh, io vivevo a Monaco, Germania, e stavo mettendo su una società denominata ABC Music Productions. Ero in Italia quando ho sentito la notizia. Sono tornato in Germania e ho iniziato a scrivere e parlare. Ero con un mio amico e il mio modo di affrontare le cose... ho iniziato a parlare e scrivere, non a scrivere un libro, era solo una terapia per me. Avevo così tanto dentro di me, tutte queste storie dentro di me... Avevo solo bisogno di scriverle in qualche modo, farle uscire, perché era una situazione molto difficile... ero davvero confuso quando è morto. Veramente depresso. Avevo bisogno di sfogarmi. Ho tenuto tutta questa roba dentro per tanto tempo e volevo parlarne, ma non con il pensiero di scrivere un libro.
Col passare del tempo è stato circa un anno fa in questo periodo che qualcuno mi si è avvicinato e ha detto... beh, nel corso dell'anno un sacco di fan mi avevano contattato e mi chiedevano: "Frank, puoi dirmi com'era Michael... tu eri lì "... oppure" Qual era il suo colore preferito?" "Che cosa è realmente accaduto nella situazione Arvizo?" Allora ho preso tutte queste domande dei fan, e ho iniziato a pensare e rispondere. La gente diceva: "E' una storia affascinante. Hai tanto da raccontare ".
E poi vedere tutte queste persone in televisione, penso che sia stato in realtà il fattore scatenante. Ci sono tutte queste persone che scrivono libri, tutte queste persone che dicono che erano il migliore amico di Michael, cercando di imporre e dire cose quando non avevano idea di chi fosse questo uomo. Ed ero frustrato, perché pensavo, "Questo non è vero". Volevo mettere davvero le cose in chiaro e dire al mondo che quest'uomo non era un pedofilo. Non aveva alcuna attrazione sessuale per i bambini. Lui li amava sinceramente per quello che erano e soffriva sinceramente quando vedeva un bambino sofferente per strada. Era così sensibile e diceva che i bambini erano la cosa più vicina a Dio. Traeva molta della sua ispirazione dai bambini, e volevo fare questa precisazione, perché ci sono molte domande che la gente ha. Volevo mettere le cose in chiaro per il mondo, perché quell'uomo NON era un pedofilo e non dovrebbe mai essere ricordato così.
Se qualcuno poteva mettere le cose in chiaro nel corso di 25 anni, dall'età di 4 anni, io ero lì, e lui non era sessualmente attratto dai bambini. Una cosa di cui sono molto felice è che l'ho detto molto chiaramente nel libro e le persone che in realtà ne dubitavano ora hanno capito. "OK, hai cambiato il mio pensiero, ho capito adesso". Ed sono così felice che sto ricevendo questa risposta dalla gente; le persone stanno cambiando il loro pensiero, lo vedono in un modo completamente diverso, e possono vedere che questo uomo è stato sfruttato e manipolato.

Lauren: E' stata estorsione.

Frank: E' stata estorsione, era pubblicità....

Lauren: Tom Mesereau ha recentemente spiegato perché Sneddon ti ha definito co-cospiratore (in questo topic l'intervista di Mesereau, ndt)

Frank: Tom l'ha detto spontaneamente e mi sento discolpato in molti modi, perché quello era un grande interrogativo nella mente dei fan. La gente dice che io non c'ero quando Michael aveva più bisogno di me. Beh, io ero là quando aveva più bisogno, più della maggior parte dei suoi amici. Il mio avvocato stava parlando con Tom costantemente, aiutandolo con il caso, dandogli tutte le informazioni di cui avevano bisogno e lo supportavamo al 100%. Avere questa etichetta, che non ero lì per sostenere il mio amico quando aveva più bisogno di me e che io non testimoniavo, mi ha veramente fatto male per tanti anni che le persone lo pensassero. E' stato un sollievo quando Tom ha detto questo, perché non era tenuto a dirlo e lo ha fatto. Ha tolto un grosso peso dalle mie spalle. Circa due settimane fa l'ho contattato, perché entrambi abbiamo fatto il documentario di David Gest, e lo ha visto e ha detto che ho fatto un ottimo lavoro.

Lauren: E gli è piaciuto il tuo libro.

Frank: E gli è piaciuto il mio libro, grazie a Dio!
Nel mio libro parlo degli alti e bassi, era un'amicizia, non era sempre perfetta. Ho commesso degli errori, Michael ha commesso degli errori, ci sono stati un sacco di malintesi. Ma sai cosa, in fin dei conti ce l'abbiamo fatto. Michael e io ce l'abbiamo fatta. E questo è il modo in cui la vita è con ogni amicizia: alti e bassi, momenti buoni e brutti. E sì, parlo di situazioni in cui ero preoccupato per i farmaci, perché se dovevo scrivere un libro volevo essere onesto. Io non volevo indorare le cose. Volevo che fosse un libro onesto, perché per me le imperfezioni di Michael sono ciò che lo rendono splendido.
Un sacco di persone hanno dolore cronico, un sacco di giocatori di football, e nessuno può capire come quest'uomo abbia lavorato sin dall'età di cinque anni, in piedi a ballare in spettacoli di due ore per anni. Sai che questo fa pagare un pedaggio sul tuo corpo? Lo farebbe sul corpo di chiunque. E' solo normale che qualcuno soffra, a volte, e abbia dolori cronici a seconda del suo programma e della fatica. Il tuo corpo viene sfruttato. Ci sono stati momenti in cui ero preoccupato? Sì! Ero un medico per capire che forse stavo esagerando, perché era mio amico e volevo essere sicuro che stesse bene e mettere in discussione le cose? Non ho parlato della situazione dei medicinali per tirare fuori i panni sporchi. Questo non era il mio scopo nel libro.

Valmai: Sei stato accusato di questo, Frank?

Frank: Oh, sì. "Perché vuoi parlare di questo:" Se lo leggi, mette le cose in un contesto, perché ci sono stati alcuni problemi e perché aveva alcuni problemi a volte, ma li ha superati. Una cosa che mi fa arrabbiare è la gente che dice che è stato un drogato per anni. Non era un drogato, non lo era. Ci sono stati momenti in cui ero preoccupato ed è stato peggio di altre volte? Sì, ma questa è la vita, questa è la natura umana, e si capisce che questo è un uomo che lavora dall'età di 5 anni, attaccato e falsamente accusato di molestie due volte, con persone che cercano di estorcergli soldi, familiari che cercano di parlare di lui. Jermaine che scrive un libro, fa "Word to the Badd" e LaToya che dice pubblicamente che era preoccupata per i bambini. Non fraintendetemi, Michael ha perdonato sia LaToya che Jermaine. Loro si sono chiariti, e nel libro cerco di mettere anche le cose nel giusto contesto. Non sto parlando male di Jermaine e LaToya. LaToya era anche in una situazione in cui aveva paura per la sua vita, e so che ha un sacco di senso di colpa e rimpianti. So che è una delle ragioni per cui ha scritto il suo libro, e lo stesso con Jermaine. Stanno cercando di fare la loro parte, quindi non sto parlando di loro in modo negativo. Io non sono d'accordo con alcune delle loro azioni, ma questa è la vita e si va avanti.

Lauren: Per me, l'importanza di includere la storia e le ragioni per l'uso dei farmaci, nel contesto, è che dà più credibilità alla questione di cui parli, le false accuse.

Frank: Volevo scrivere un libro onesto, nel bene e nel male, o non farlo affatto. E non è qualcosa che gli editori hanno detto che dovevamo includere. Quando stavo seriamente esplorando questa questione, ho detto questo è quello che voglio. Voglio che il libro sia un ritratto onesto di Michael Jackson, i momenti buoni e cattivi nel corso dei 25 anni del nostro rapporto. Questo non è un libro salace. Non lo volevamo mettere in vendita come un libro che racconta particolari scabrosi, questa è la storia della mia amicizia, messa in un contesto in modo che il mondo possa capire un uomo che è stato così frainteso e sottovalutato per anni e anni. E se non fossero stati d'accordo, allora ok.
Ho parlato solo con un editore. Non è che sono andato a vendere questo libro alle persone. E' stata solo una fermata. Abbiamo avuto un incontro e devo dire che mi hanno sostenuto; sono stati incredibili, sono stati grandi. Non hanno cercato di prendere la mia storia e renderla qualcosa che non era.

Lauren: Chi è responsabile per l'intervista iniziale che si concentrava solo sui farmaci?

Frank: Sai come fanno i media. Penso che sia stato per un articolo della AP (lo trovate nel topic del libro ). In qualche modo, hanno ottenuto una copia e quando è successo stavo così male ed ero così sconvolto. Io davvero ... dicevo: "Perché le persone devono sempre fare questo, prendere qualcosa di buono e manipolarla e cercare di renderla brutta?". Volevo affrontarli, attaccarli, ma non potevo. Non potevo attaccarli, perché avrei avuto tutti i media che non avrebbero supportato il libro quando sarebbe uscito. Li volevo strangolare. [Ride] ... io amo i media, amo i media.

Lauren: Sai, prima che uscisse il libro di Jermaine c'è stata una circostanza molto simile. E poi, una volta che la gente lo ha letto, lo ha amato.

Frank: Penso che sia importante per tutti leggere il libro, i fan di Michael e il mondo, perché se si vuole conoscere l'uomo ... non ci sarà mai un altro Michael Jackson, mai più..

Valmai: Stavo per chiedere su cosa i media si siano focalizzati di più nel tuo libro.

Frank: Con il processo Murray, l'attenzione principale era sui farmaci, ed è così frustrante per me, perché questo libro non parla di farmaci. Ne fanno parte? Sì! Ma c'è molto di più nella storia, sono messi in un contesto. I media ... questo è quello che vogliono.
Di tutte le interviste che ho fatto la mia preferita è stata con Wendy Williams. Non è stata sui farmaci, è stata su un essere umano... l'aspetto divertente del rapporto. Su tutto il resto tranne i farmaci. Credo che ci fosse solo una domanda sui farmaci. Voglio fare più interviste di quel tipo, in cui la gente può vedere l'altro lato. Ma dal punto di vista dei media, siamo appena usciti dal processo a Murray ed è quello che la gente vuole sentire.
Quando ne parlo mi arrabbio. Sono più che disposto ad affrontare l'argomento e a confrontarmi, ma c'è molto di più nella mia storia e in questo libro che il mondo deve sapere. Ho messo la questione dei farmaci in un contesto nel mio libro. Non è che sto mettendo fuori la sua biancheria sporca, non è quello che faccio nel mio libro e non è la storia che racconto.

Lauren: E bisogna leggerlo per saperlo.

Frank: E bisogna leggerlo per capirlo e conoscerlo. La mia storia è completamente diversa dalla storia di Jermaine. Non la vedo come una competizione con Jermaine o LaToya, è un libro diverso, una storia diversa da una prospettiva diversa. E' da una prospettiva che Jermaine e LaToya non avevano. E' una prospettiva che nessuno aveva. Non c'è un'altra persona in questo mondo che potrebbe effettivamente scrivere questo libro. Ho avuto la fortuna di avere queste esperienze e di essere in grado di condividere la mia storia con il mondo. E' divertente, Michael mi ha sempre detto nel corso degli anni, "Non hai idea di quanto sei fortunato a viaggiare per il mondo e ad avere tutte queste esperienze. E se mai scriverai un libro mentre io sono vivo, io ti ucciderò". In modo scherzoso, è così che parlavamo tra di noi.

Lauren: Pensi che sarebbe d'accordo con il libro, ora?

Frank: Penso che sarebbe molto orgoglioso di questo libro, perché più tardi nella sua vita voleva spiegare se stesso. E ha cercato di farlo, ma purtroppo non era molto bravo. Ha cercato di farlo con Martin Bashir e che tutto si è ritorto contro di lui. (Bashir) è stato un altro che ha manipolato Michael e ha approfittato di lui. Le intenzioni di Michael con Martin Bashir erano di provare a fare quello che ho fatto nel mio libro. Il fatto con questo libro, è importante essere onesti e veritieri e, nel bene o nel male, è la verità. Io non ho inventato o ammorbidito nulla.

Lauren: Michael era così amico anche di David Gest?

Frank: Devo dirvi che lui è una persona che ... lui è un soggetto particolare. Mi piace David, ma ero davvero deluso per lo speciale del 30° anniversario, perché concettualizzare lo spettacolo era tecnicamente una mia idea. David era lì e aveva idee di avere un sacco di star per onorare Michael. Ho detto, "Perché non facciamo uno show tributo per lui? Sono passati 30 anni, perché non facciamo venire gli artisti"... e David dice:" Ottima idea". Così abbiamo cominciato a pianificare lo spettacolo su un autobus, da San Francisco a Neverland. Stavo lavorando con David e Michael. Ho dovuto firmare ogni singolo assegno con David, e non ho mai avuto un credito ufficiale di co-produttore. Non era la fine del mondo. In fin dei conti io lo sapevo, e Michael riconosceva quello che ho fatto. David sa che se non fosse stato per me che lo spingevo, questo spettacolo non sarebbe mai accaduto, ma ho imparato molto da David. Pur essendo un folle, è così intelligente e brillante ... ho imparato molto.
E' così divertente da prendere in giro e starci insieme. Non sto scherzando. Andavamo nel suo appartamento a New York, e faceva mettere a tutti le babbucce ai piedi a casa sua. Era sempre in veste da camera come Hugh Hefner. Era veramente superstizioso.
Lo prendevamo in giro sui suoi capelli: "David, il capello numero 32 è fuori posto. David, il capello numero 54 è sul pavimento". Eravamo a Londra e gli ho detto: "David, ho un brutto presentimento. Penso che dovresti attraversare la strada e toccare il cartello sei volte con il dito". Michel ha detto: "Sì, David, lo show... c'è qualcosa di sbagliato. Credo che dovresti farlo". E David è corso lungo la strada e lo ha fatto. E noi dicevamo: "David, dì grazie otto volte". Michael amava fargli scherzi. Avevano un buon rapporto. Erano amici, si scambiavano cimeli... era come guardare due ragazzi che si scambiavano le figurine ... "Ti dò due Shirley Temple per uno dei tuoi poster di Charlie Chaplin". Era divertente, ci divertivamo.

Lauren: C'erano altre persone di cui Michael si fidava davvero?

Frank: Si fidava di Frank DiLeo. Aveva licenziato Frank, non che lo volesse. Non aveva mai detto a nessuno che aveva licenziato Frank, perché gli era dispiaciuto farlo. La verità su Frank è, la storia che Michael diceva a tutti, perché non voleva mai ammettere che aveva licenziato Frank ... la verità è che ha sempre detto alla gente che Frank aveva una personalità molto forte, che lui gli disse che doveva fare dei film e che doveva essere indipendente. E Frank fece "Quei bravi ragazzi " e altre cose, ma la verità è che, purtroppo, Michael licenziato Frank, perché "lui" in realtà voleva fare film, era una passione per lui.
Se aveste definito uno dei suoi video un video, lo avreste fatto molto arrabbiare. Diceva, "Cortometraggi ... dite a tutti di chiamarli cortometraggi. Non stiamo facendo video". Ed è stato il pioniere dei cortometraggi. In realtà, ciò che è triste è che uno dei pochi film lo ha fatto mettere insieme a Frank DiLeo... "Moonwalker".
Michael aveva bisogno di essere coinvolto con grandi manager e produttori di Hollywood, ma Frank lo amava sinceramente e lottava per Michael. Nessuno poteva toccare Michael. Se Frank fosse stato intorno tutta quella cosa del 1993 non sarebbe mai accaduta. Non avrebbe mai permesso che succedesse.
Posso dirvi un paio di cose sul 1993. Che è stata un'estorsione. Il padre di Jordy voleva fare un film intitolato "Robin Hood, un uomo in calzamaglia", che effettivamente è stato fatto. Prima dell'uscita era stato annunciato che Michael aveva fatto un accordo miliardario con la Sony, quindi questo tipo, il padre di Jordy, ha detto a Michael che gli sarebbe piaciuto che lui investisse nella pellicola. Michael disse di sì, e poi i suoi consiglieri ignorarono questo tipo fino al punto in cui si è veramente incazzato. E' una delle cose che ha attivato tutto il resto. Avrebbe fatto tutto quanto in suo potere per distruggere Michael, tutto.

Lauren: Perché pensi che Jordy non si fa vivo per dire che non è mai successo?

Frank: Non so se può, ma stiamo chiedendo pubblicamente a Jordy che per favore esca allo scoperto e dica la verità. Mi piacerebbe sedermi con Jordy e parlare con lui, chiedergli di dire la verità e intervistarlo io stesso. La cosa triste è che Michael ha perdonato Jordy. Michael non era arrabbiato con lui alla fine. Sapeva che questo ragazzo era stato manipolato e che si trattava di suo padre. Dopo questo, il ragazzo ha chiesto un ordine restrittivo per suo padre, a malapena vedeva sua madre e suo padre si è sparato un anno o due fa. Si parla di un sacco di senso di colpa per quello che ha fatto, che lo ha raggiunto. Aveva un grande senso di colpa. Ha cercato di rovinare la carriera di Michael, la sua vita. Ha distrutto la sua famiglia, non aveva alcun rapporto con suo figlio e un figlio non mette un ordine restrittivo a suo padre se non vuole avere niente a che fare con lui. Ha rovinato la vita di questo bambino. E' stato triste.

Lauren: Se potessi tornare indietro e cambiare qualcosa nella vita di Michael, se potessi farlo, questo sarebbe qualcosa che cambieresti?

Frank: Sì. Se potessi togliere qualcosa sarebbe questo. Al 100%. Quindi sì, se potessi rimuovere qualcosa dalla vita di Michael sarebbe quando fu falsamente accusato nel 1993 e soggetto a un'estorsione, perché sarebbe una situazione molto diversa ora. Dovete capire, nel 1993, ero con lui nel Dangerous Tour ... la gente stava scrivendo su di lui in tutto il mondo, lui era stato falsamente accusato. Gente che spuntava da ogni angolo cercando di prendere dei soldi, e ogni giorno doveva andare ad esibirsi come se tutto andasse bene. Questo vale per mostrarvi quanto questo uomo sia stato forte. E l'ha superata, ma davvero, davvero, davvero gli ha fatto male.
Durante il tour, questo è stato uno dei motivi per cui eravamo lì e siamo rimasti con lui. I miei genitori venivano avanti e indietro per le città solo per dare a lui una famiglia. Andava nella sua stanza da solo, e poi usciva il giorno successivo per esibirsi, e poi di nuovo nella sua stanza da solo. Gli abbiamo dato un senso di responsabilità, uno scopo, una famiglia, dove poteva tornare ed essere intorno a una famiglia. Abbiamo fatto in modo che mangiasse e abbiamo continuato farlo ridere e sorridere.
Amava insegnare la lettura, e amava condividere tutto quello che aveva dentro di sé e condividere questa esperienza con noi. Si esibiva sul palco e tornava a leggere un libro per noi. Uno dei primi libri che abbia mai letto per me era "Il gabbiano Jonathan Livingston" di Richard Bach. L'ha reso così interessante. Non ero amante della lettura e lui diceva: "Se non leggi diventerai un fannullone e non farai mai nulla della tua vita. La conoscenza è potere. Vuoi essere ignorante per il resto della tua vita e non sapere nulla? In questo modo non otterrai nulla nella vita, ma dipende da te". Rendeva la lettura e la conoscenza e la narrazione molto divertente. Ci leggeva un capitolo e poi ne discuteva.
Lo scopo de "Il gabbiano Jonathan Livingston" era che c'è di più nella vita di quello che sembra esserci. Jonathan era il gabbiano che voleva volare più in alto rispetto a qualsiasi altro gabbiano, voleva viaggiare e volare veloce come la luce. Tutti gli dicevano: "Tu sei un gabbiano, non lo puoi fare". E' la storia di un gabbiano che poteva fare quello che voleva, se ci avesse creduto.
Questo è stato il primo libro che ha letto per me che veramente mi ha fatto amare la lettura, e poi suggeriva un altro libro. Amava leggere e discutere su tutto. Era fantastico, perché spiegava le cose dopo averle lette, e noi ne volevamo ancora. Diceva: "Sapete una cosa, è tutto quello che avrete per oggi. Lo metteremo via per ora".

Lauren: Come faceva a sapere come fare? Non aveva avuto questo da bambino, vero?

Frank: L'ha imparato da solo. Voleva sapere di più, proprio come Jonathan, e ha iniziato a fare ricerca. Una cosa che diceva sempre era: "Potete togliermi tutti i soldi, ma non prendere i miei libri. Senza la conoscenza su come fare i soldi non li avrete mai". Diceva: "Posso darti un milione di dollari o posso insegnarti come fare un milione di dollari." Dicevo: "Bene, dimmi come fare un milione di dollari". Risposta giusta.

Valmai: L'ha preso dalla sua famiglia? Aveva voi come famiglia surrogata ed era molto, molto vicino a voi, ma aveva la stessa sensazione di sostegno da parte della sua famiglia, di avere una rete di sicurezza?

Frank: No, non ha avuto questo dalla sua famiglia. Amava molto sua madre. Amava la sua famiglia. Non fraintendetemi, non è che la sua famiglia non volesse essere una parte della sua vita o non essere lì per lui. Volevano. Hanno fatto del loro meglio, ma purtroppo Michael li teneva a distanza. Michael li spingeva lontano, a volte ... qualcuno chiamava che aveva bisogno di soldi o Jermaine firmava un altro accordo, firmava documenti per la famiglia dove Michael si sarebbe esibito da qualche parte e lui non aveva mai accettato. Era una cosa dopo l'altra e lui diceva che era meglio stare alla larga. Ma la sua famiglia voleva essere lì per lui. Quando Michael stava subendo il processo, tutta la sua famiglia era in tribunale tutti i giorni. Bisogna dare loro credito per questo. Se qualcuno in famiglia ha bisogno di qualcosa sono i primi a darsi supporto, anche se non parlano da anni. Era quel tipo di rapporto e ogni famiglia è diversa. Non devi parlare necessariamente tutti i giorni o una volta al mese per sapere che in fin dei conti saranno lì per te.

Valmai: So che devi essere ancora turbato, so che devi sentire la perdita di Michael tutti i giorni. Non ho mai avuto l'opportunità di incontrarlo di persona, ma l'ho fatto attraverso la sua musica, come molti di noi. Il processo è finito, abbiamo "Immortal", ma cosa possiamo fare adesso? Che cosa Michael vorrebbe che facessimo ora?

Frank: Una cosa a cui teneva che ho provato a fare prima che questo libro uscisse... purtroppo, le cose di beneficenza sono così complicate e difficili da coordinare. Non sono stato in grado di fare quello che volevo fare. Non aveva a che fare con me, i paesi del terzo mondo e trattare con i governi non sempre è ciò che sembra essere. Quello che penso sia importante... la beneficenza era davvero importante per Michael, ma io non credo nel solo donare ad un ente di beneficenza giusto per donare, perché è la cosa etica e giusta da fare. Io non credo in questo personalmente. Credo nel fare qualcosa di sostanza; costuire un orfanotrofio per bambini o un ospedale in onore di Michael, in tutto il mondo, ma un po' diverso, dove non è solo un ospedale. Sarebbe divertente se ci fosse una sala giochi; maghi che entrano ed escono. Era una cosa che stava esplorando e voleva fare con Neverland, avere un ospedale pediatrico dove i bambini potevano andare e guarire, andare sulle giostre... questo era davvero nel cuore di Michael. Prendere i bambini dalle strade e dare loro delle case e se sono in ospedale, renderlo più divertente, dando loro speranza. Penso che sia qualcosa a cui mi piacerebbe partecipare ed essere parte.

Lauren: Michael lo ha detto nella registrazione fatta sentire in tribunale.

Frank: Ho parlato di questo con l'Estate fin dal primo giorno, ma purtroppo non è stata messa a punto.
Volevo trovare un modo per fare qualcosa con l'Estate, anche con il libro, e siamo ancora in questo processo. Solo perché non ho annunciato nulla in questo momento non significa che non farò qualcosa in futuro, perché ci tengo e so che è quello che Michael voleva. Dobbiamo solo verificare che il libro venda un sacco di copie in modo da poterlo fare. [Ride]

Lauren: Ci sono gruppi di fan che cercando di far decollare l'idea dell'ospedale, ma è davvero difficile senza il coinvolgimento dell'Estate.

Frank: Lo so, ed è una delle conversazioni che abbiamo avuto. Mi piace John Branca, qualsiasi cosa si dica su di lui, mi piace.

Lauren: A Michael piaceva?

Frank: Michael sempre pensato che John Branca fosse il migliore. Come ogni rapporto, avevano i loro alti e bassi e i loro litigi, ma alla fine della fiera John Branca tornava sempre in scena, perché Michael ha sempre detto che John era il migliore. Non importa cosa accadesse, Michael poteva amarlo, odiarlo, ma in fin dei conti John Branca era il migliore. Amava John. John e Michael hanno messo insieme probabilmente il più grande affare nella storia con l'acquisto del catalogo dei Beatles. Questi erano loro due. Michael ha spinto John quando tutti dicevano a Michael che era da pazzi: "Non dovresti" ... "Perché pagare 47 milioni di dollari?" Lui disse, "Acquista il catalogo, non mi interessa. John, fallo. Ti darò il 5%, vai e fallo". Infatti John ha fatto l'affare.
In tutta onestà, c'è così tanto che è successo dal giorno in cui Michael è morto, e stanno cercando di mettere le cose in ordine e organizzate. Quindi questa è sicuramente una delle loro priorità in uno o due anni.

Lauren: La beneficenza nel suo complesso o magari un ospedale?

Frank: La beneficenza nel suo complesso, ma anche esplorare e capire esattamente che cosa possono fare.

Lauren: E allora cosa possiamo fare per onorare Michael che lui approverebbe?

Frank: Ho ricevuto chiamate da persone che potrebbero voler convertire questa storia in una sorta di film in un modo per onorare l'eredità di Michael, visivamente. Spero di incontrare John nel corso delle prossime settimane per metterlo al corrente e vedere cosa possiamo fare.

Purtroppo, la registrazione della nostra conversazione con Frank accidentalmente si è fermata a questo punto. Avevamo tenuto con noi Frank per oltre tre ore quindi forse questo era il segno di fermarsi e lasciarlo andare via. Ha continuato a discutere la possibilità di un film sulla vita di Michael basato sul suo libro per breve tempo con noi, e abbiamo convenuto che sarebbe uno che non era mai stato fatto prima, uno che almeno avrebbe offerto un ritratto onesto e veritiero di chi era Michael. Penso che se qualcuno può farlo, sarebbe Frank, e lui lo farebbe con gusto e con il cuore, e con tutto l'amore che ha ancora per il suo amico.

http://mjtpmagazine.presspublisher.us/issue/a-very-special-weekend/article/a-very-special-conversation-with-frank-cascio
http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=10048563


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