COME I MEDIA HANNO FATTO A PEZZI "L'UOMO ALLO SPECCHIO"

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COME I MEDIA HANNO FATTO A PEZZI "L'UOMO ALLO SPECCHIO"

Messaggio Da Michaelforever il Sab Lug 28, 2012 12:25 am

COME I MEDIA HANNO FATTO A PEZZI "L'UOMO ALLO SPECCHIO"



13 giugno 2012

Sono passati sette anni da quando i dodici giurati della Contea di Santa Barbara liberarono Michael Jackson dalle atroci accuse di abuso sessuale, cospirazione e somministrazione di alcolici ad un minore.

Interessante che 12 giurati della Contea più conservatrice della California, senza un solo afro-americano fra loro, dopo più di quattro mesi di processo, centinaia di testimoni interrogati e 30 ore di deliberazione, abbiano raggiunto un verdetto di "non colpevolezza" all’unanimità per tutti i 10 capi d’imputazione. Salvo per il fatto che questo processo venne proclamato "il processo del secolo" e ha mostrato i media al peggio di loro stessi. Sensazionalismo, esclusività, negatività, eccentricità, caos e isteria furono alcune delle loro caratteristiche. Dopo tutto, era questo che interessava di più a loro e a noi (e purtroppo sono pochi quelli che non rientrano nella maggioranza consolidata).

Mentre lavoravo alla biografia di Michael Jackson, qualche settimana fa ho parlato con il suo avvocato Thomas Mesereau, al quale viene riconosciuto il maggior merito per la vittoria legale. Abbiamo parlato anche in merito alla copertura mediatica del caso:

"E' stato orribile. Ho imparato molto presto che i media erano il nemico, che avevano un loro ordine del giorno, e il loro obiettivo non era la giustizia, non era l’equità, non era la verità [...] Perché ai media piacciono le cose che scioccano la gente, a loro piace il dramma e avere lui giudicato colpevole e messo in prigione sarebbe stata una storia grandiosa per loro. Perciò, non mi fidavo dei media, sentivo che stavano cercando di sabotarmi, sentivo che loro pensavano io fossi un ostacolo per loro e sapevano anche che non potevano sedurmi o persino trovarmi. Non potevano trovarmi in un ristorante, non potevano trovarmi in un bar, non potevano provare a mettermi in una posizione compromettente."

Sebbene i media non siano riusciti a mettere Mesereau in una posizione compromettente, lo hanno fatto con alcune persone che erano vicino a Jackson. Le dichiarazioni della sua ex moglie Debbie Rowe sono state distorte e rimodellate. I media hanno inseguito gli ex dipendenti del suo ranch di Neverland per trovare il più minuscolo briciolo di dubbio.

Hanno scritto sul cosiddetto “fatto” che lui non fosse il padre dei suoi figli e hanno ricordato i suoi interventi di chirurgia plastica (aumentando il numero delle operazioni ad ogni nuova pubblicazione), trovando tutto ciò che si potrebbe chiamare "strano", "bizzarro" e "depravato". Bjork ne diede la descrizione migliore in un’intervista del 2003: "... negli Stati Uniti in questo momento, è illegale essere un eccentrico".

Le dichiarazioni delle persone che difendevano Jackson come minimo venivano decontestualizzate. Spesso succedeva che fossero trasmesse informazioni errate. Ad esempio, quando a Neverland venne trovata una rivista pornografica eterosessuale (Jackson ammise che ogni tanto sfogliava tali riviste) la maggior parte dei media la riportarono come “materiale pedofilo”.

Molti direbbero che non possiamo mettere tutti i rappresentanti dei media sullo stesso piano. È vero, un certo numero di organi di stampa e autori lo stavano seguendo con oggettività senza alcuna tendenziosità o pregiudizio, e ciò che riportavano era basato sulle trascrizioni del processo e sui documenti ufficiali, ma, naturalmente, erano un’esigua minoranza. I nostri media (nel Montenegro) non sono stati parte di quella minoranza, piuttosto si sono serviti del meccanismo di copia / incolla che prendeva in prestito le informazioni dai colleghi stranieri, ovviamente solo nella versione tradotta.

Cosa aspettarsi allora dopo questi reportage? Arrivò il 13 Giugno 2005 e la maggior parte del pubblico rimase sorpreso dal verdetto, dopo tutto quello che avevano letto e sentito dai media.

E la VITTIMA di tutta la storia? Un genio musicale di 46 anni, che ha dedicato tutta la sua vita ad aiutare gli altri, senza chiedere nulla in cambio. Alla fine è diventato una vittima di persone il cui unico scopo era il denaro, di persone che hanno approfittato della sua generosità e umanità e di quelli che stavano inventando titoli sensazionali per guadagnarci anche loro.

Fonte: http://www.huffingtonpost.ca/luka-neskovic/michael-jackson-biography_b_1589692.html


Si ringrazia per la segnalazione dell'articolo e la traduzione Maria Laura Billi

http://www.truth4mj.it/mj/index.php?option=com_content&view=article&id=277:come-i-media-hanno-fatto-a-pezzi-qluomo-nello-specchioq&catid=35:articoli-verita-sulla-vita&Itemid=60


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